A Carrara la presentazione dell'Evento L'ARTE E IL TEMPO, official event di EXPO in Città in EXPO 2015, ideato da Giulia Sillato e diretto da Giulia Sillato e Giammarco Puntelli, che accoglierà due mie opere dal 10 al 30 giugno 2015 presso il Palazzo dei Giureconsulti, in via dei Mercanti, angolo Piazza Duomo, a Milano.
L’inaugurazione si terrà mercoledì 10 giugno, dopo il dibattito (che inizierà alle ore 11) su temi urgenti dell’Arte, a cui parteciperà il Prof. Stefano Zecchi, docente di Estetica all’Università Statale di Milano.

Ecco i quotidiani che parlano de "L'Arte e il Tempo". Corriere della sera, La Nazione, Il Tirreno

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rassegna stampa

SILVIA CAIMI & Teatro Magro  "Open umbrella when rain. Overturned it. Collect the drops and use it to clean your brain" Curated by Pietro Franesi
Saturday, december 13 at 18:00 - Mantova, "Studio del colore" Corso Garibaldi
Gazzetta di Mantova e Voce di Mantova, dicembre 2014
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voce di mantova 131214

Premio città di Pizzo 2014
L'artista Silvia Caimi viene premiata con la medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

articolo Voce di Mantova 130814

Stimolare le emozioni
Roberto Girardi, gornalista e critico d'arte, novembre 2013

Se l’uomo potesse essere sempre sensibile da riuscire a cogliere le sfumature contenute nelle frasi, nelle emozioni e nei colori non ci sarebbe bisogno di raccontare i sentimenti e ogni dipinto potrebbe essere letto come un libro. Questo è quello che in sintesi rappresenta l’opera di Silvia Caimi, una sorta di Anassagora moderna che ci racconta che “Le cose visibili sono uno sguardo su quelle invisibili” che ci propone un pluralismo di elementi in movimento, che hanno come principio comune, l’anima, che si aggrega o disgrega nel vortice di una pennellata o negli interstizi del tempo, che passa e traccia la sua scia, manifestando nella materia la sua immensa forza. Osservo le sue Opere e mi accorgo di quanto grande può essere il sentimento, di come si possa infondere passione e amore nella creazione, si riesce persino ad immaginare la grande sinfonia di colui che creò, per darci quello che abbiamo e renderci quello che siamo. Non posso esimermi dal pensare che possa sembrare esagerato paragonare dei dipinti al divino e sono sicuro che molti lo abbiano considerato, ma pensate all’Arte come alla trasposizione dello spirito dell’uomo sulla tela e come se ogni singolo spirito fosse un soffio del creato, ecco che il cerchio si chiude regalandoci la consapevolezza che guardare significhi partecipare e condividere oltre che entrare a far parte di quel grande respiro globale chiamato eternità.

Segno e colore nell'opera di Silvia Caimi

Ottavio Borghi, ottobre 2012

"Silvia Caimi pittrice attinge copiosamente alla grazia severa della fonte inesauribile e cristallina rappresentata dall'antichità classica, alla costante ricerca di un sempre migliore effetto mimetico, che peraltro ormai si avvicina già alla perfezione. Naturalmente la necessità di dimostrare il possesso di una eccellente abilità esecutiva al fine di ottenere la verosomiglianza con il soggetto, non le vieta di arricchire le sue opere con quel tanto di studio psicologico pregresso sulle tante e suggestive reminescenze mitologiche, storiche e filosofiche, atte a conferire ai suoi dipinti ed ai suoi disegni la necessaria caratterizzazione.

La indiscutibile correttezza delle sue creazioni, siano esse a figura intera o rappresentanti soltanto un particolare anatomico, come pure un'immagine più complessa, conferisce all'autrice la possibilità di imprimere alle stesse un senso di movimento e di posssibile evoluzione del concetto iniziale. Tanto da mantenere il giudizio sospesofra le potenzialitàdinamiche della figura più semplice ed il grande fascino di un'opera più articolata e avvincente. Il risultato finale genera comunque la sensazione che ogni dipinto voglia spingersi oltre la virtuale ed illusoria tridimensinalità pittorica, assumendo pertanto un vero e proprio aspetto scuoltoreo, se pure mosso, vivace e ricco di significati.

Il parco uso del colore in certe opere quasi trasparente, incrementa l'effetto delle suggestive ombreggiature; a volte invece lo stesso colore, steso nelle tonalità più forti, rafforza con la sua potenzialità espressiva l'austero vigore del segno. Cosi che ogni tinta distribuita nei punti figurtivamente più indovinati lascia immaginare un volo ideale, che spinge la mente dell'osservatore ben più lontrano rispetto la ricerca ad oltranza del puro effetto estetico

Figura china che sembra offrire, con rassegnato abbandono,il dorso come scudo passivo agli strali materiali e non, che gli lancia la vita; oppure un viso rivolto verso l'alto con atteggiamento drammatico, attonito di fronte all'incognito o teso a mirare il barbaglio di un lontano Olimpo. Ed ancora l'individuo morente che non più si ribella al suo destino, rassegnato a dimenticare affetti e passioni e pronto, suo malgrado, ad affrontarela grande incognita della fine; come pure le potenti figure di angeli e demoni dalle grandi ali, che sembrano rappresentare la transizione dall'immanente al trascendente. Da non dimenticare la perfetta e realistica rappresentazione dei due corpi avvinti l'uno all'altro, che all'inizio creano l'incertezza fra una lotta di titani e un amplesso passionale. Superbi anche la mano e il braccio protesi verso l'orizzonte come ad implorare pietà contro un tragico destino.

A rappresentare l'evoluzione del suo cammino artistico verso una concezione più moderna dell'umanità in generale, l'autrice propone volti e busti magnifici di elegantissime dame, simboli evocanti l'eterno femmineo che cavalca ogni tempo. Ma anche volti di fanciulli dai grandi occhi tanto espressivi, che mirano attoniti e nello stesso tempo incuriositi l avastità del mondo, quasi presaghi della complessità della loro vita futura.

Non è possibile quindi classificare l'arte di Silvia Caimi secondo un'ottica finalizzata soltanto a cantare degli eventi e dei sentimenti di un passato più o meno lontano, permeati di un'esclusiva nostalgia classicistica. Perchè la carica emotiva che la anima nel suo operare e che riesce a trasmettere tramite ogni quadro, mette in simbiosi la razionalità di una tecnica elaborata e nello stesso tempo irruente con altre particolarità, quali un sottofondo romantico e la coscienza di un divenire. Il tutto lascia presagire un futuro orientato verso fini spiritualizzanti, latenti "in nuce" già nella sua attuale speculazione artistica."

 

 

 

Inaugurazione Mostra Collettiva "Portraits: moments of life"

Centro d'Arte Moderna di Pisa, Lungarno Mediceo

27 ottobre - 9 novembre 2012

 

 

Rassegna stampa - Voce di Mantova,  sabato 5 gennaio 2013

 

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